Criscitielllo: Annata chiusa con il giusto epilogo. Nember…

Che strazio il campionato finito con così largo anticipo. Anche Roma-Juventus diventa inguardabile. Perché se è vero che lo spettacolo non manca, quando giocano due grandi squadre, è anche vero che il calcio non è il cinema e senza l’assillo del risultato non c’è pathos. Quest’anno le società hanno commesso più errori di allenatori e calciatori. Prendiamo l’esempio di Firenze, dove la proprietà con la famiglia Della Valle ha deciso di fare di testa propria e questi sono i risultati. Bisognava arrivare a fine stagione e progettare la prossima. Corvino, da uomo di calcio, aveva preso la strada giusta: chiudiamo con Pioli, proviamo a conquistare la finale di Coppa Italia e, nel frattempo, mi porto avanti con Eusebio Di Francesco. I Della Valle hanno fatto le “scarpe” a Pantaleo e Pioli e hanno deciso di andare su Montella. Nulla di più sbagliato. Chiudere male la stagione in corso e compromettersi la prossima con il contratto di Montella. Un solo vincitore, in questa storia: Lucci, agente dell’allenatore napoletano. Uno che trova squadra ad un suo assistito, nella Liga, dopo il fallimento con il Milan e gli fa firmare un contratto lungo a Firenze dopo due flop non può che non essere un genio. Forse genio del male ma comunque genio. Montella a Firenze ha ricominciato da dove aveva lasciato Milan e Siviglia. Adesso Lucci gli sta preparando un bonus. Se continua così lo porterà al Real Madrid, al posto di Zidane. La Fiorentina è un pianto greco. Un pianto voluto dai Della Valle che, in questi anni, avrebbero fatto meglio a fidarsi di Corvino. Montella è una scommessa persa in partenza.
Mi sono violentato prima di scrivere quello che sto scrivendo. Ho provato a spegnere il Mac, mi sono detto “guarda che non funziona”, velocizziamo che ho solo il 5% di carica…. invece nulla. Devo scriverlo perché ho un rapporto onesto con i lettori: scriverò sempre ciò che penso anche se a volte devo sconfessare me stesso. La vicenda della inibizione ai Raiola è una buffonata. Una vendetta trasversale e quando Mino rilascia certe dichiarazioni non ha torto. C’è solo una cosa peggio della giustizia italiana: la procura federale. Scrivono per sentito dire, aprono fascicoli su cose che neanche conoscono, sono la metà di mille, convocano audizioni con avvocati che non conoscono minimamente i fatti e sparano sentenze ignorando i contenuti degli “interrogatori”. Tempo e soldi sprecati. Raiola avrà fatto mille porcate nel suo lavoro, avrà la polvere sotto il tappeto come sui lampadari della casa di Montecarlo ma viene punito per un qualcosa che non esiste. Sarebbe come condannare Riina, all’ergastolo, per essere passato con il rosso. Se volevano fare, davvero, male ai Raiola cercavano qualcosa di più. Il concetto espresso, in settimana, da Mino lo condivido. Se non sapete cosa ha detto e non conoscete la storia leggetevela da soli. Barra bianca in alto sulla home di Tmw, “cerca”, scrivete Raiola e vi vedete gli ultimi articoli.
Verdetti in serie B: la Puglia sottosopra. Quest’anno non hanno trovato pace. Il Bari morto in D e promosso in C, il Foggia retrocesso in C e il Lecce in volo in serie A. Parliamo prima della festa e poi del funerale (ovviamente calcistico). Vince il Lecce per 4 motivi: società seria, allenatore preparato, squadra compatta e pubblico da serie A. Il Lecce non doveva stare in B, figuriamoci tutti quegli anni buttati in serie C. Il trionfo della programmazione e della meritocrazia. Abbiamo tifato Lecce perché lo meritavano tutti.

Il Palermo lo meriterebbe per i tifosi ma non per la società (Foschi escluso perché lui meriterebbe la Champions ogni anno). Non poteva andare in serie A, direttamente, una squadra che il giorno prima ha ricevuto la notizia di richiesta di retrocessione in serie C dagli amici della Procura Federale. Festeggi sapendo che poi comunque potresti essere morto. Lecce è impazzita. Quest’anno in Salento sarà un’estate calda, tra feste e bagni. Stadio pieno, piazze piene e una città che non ha mollato un solo secondo questi ragazzi. Ragazzi forti, certamente, ma non avremmo scommesso un euro in estate sulla promozione diretta del Lecce. Lo ha detto lo stesso Presidente Sticchi Damiani, una sera ospite negli studi di Sportitalia. Il budget era da campionato tranquillo, poi, Meluso ha deciso di fare il fenomeno sul mercato, Liverani si era rotto le scatole di categorie inferiori alla serie A e hanno preparato il pacchetto regalo.
Dalla festa di Lecce allo sconforto di Foggia. Altra grande tifoseria, con numeri pazzeschi, tradita dalla sua stessa società. Ormai la differenza non la fanno più tifosi e squadre ma i dirigenti e i Presidenti.

A Foggia è stato uno scempio tutto l’anno, annata chiusa con il giusto epilogo. Squadra retrocessa in serie C. Non puoi far prendere un allenatore al Direttore, esonerarlo, prendere un nuovo Mister su indicazione diretta del Presidente, esonerarlo, riprendere l’allenatore del Direttore. Una gabbia di matti. Nember aveva costruito una squadra forte, sulla carta, ma si è rivelato un boomerang. Pessima gestione, società debole e soldi che arrivavano sempre più tardi. Ogni mese una sofferenza. Squadra senza personalità e con troppi calciatori che hanno lottato più per se stessi che per la maglia.
Domenica di festa anche in serie D. Il Partenio di Rieti, colorato di biancoverde, è stato uno spettacolo. L’Avellino torna in C e lancia la sfida a cugini vicini e lontani. La sorpresa arriva da Novara dove il Modena, giustamente, lascia il palco alla Pergolettese che avrebbe meritato il primo posto e solo nel finale si è fatta rimontare 6 punti. A Crema fa festa la Pergolettese che, con merito, vola in C. E pensare che i primi due mesi la squadra era nell’anonimato della metà classifica.

 

 

La svolta con l’ex difensore di Napoli, Siena e Atalanta Matteo Contini. Per la prima volta alla guida dei “grandi” e subito impatto clamoroso con una realtà che aveva già diretto ma a livello giovanile. Giusto mix tra esperti (Fabbro, Gullit e Cazzamalli su tutti) e giovani (Bortoluz attaccante del 97 e Morello esterno del 99).
Restano in D investimenti milionari come Modena, Taranto, Matelica, Reggio Audace e Mantova. Perchè i soldi non sempre fanno la felicità delle società.

Fonte: Tuttomercatoweb. it