Livorno, Murillo : Se facciamo un gol subito il sostegno al Foggia può diventare contestazione.

Murilo crede nell’impresa: «Facciamo in modo che i rossoneri vengano contestati L’astinenza da gol? Il problema è che noi attaccanti difendiamo anche tanto…»

Nomen omen. Un gruppo di giocatori ha incontrato i tifosi nella sede di Facile Ristrutturare, nuovo partner commerciale del Livorno. Almeno fosse così facile ristrutturare anche la classifica degli amaranto. Murilo prova a spiegare come fare: «Bisogna ripartite. Tutti insieme. Nessuno escluso. A Cittadella abbiamo giocato la partita più brutta della stagione e lì abbiamo capito che dovevamo tornare ad essere quelli di prima della sosta».

E il Brescia? Quella sconfitta dove la mettiamo?

«Prendiamo il buono di quella partita. Contro la capolista abbiamo dimostrato che ci siamo, che siamo vivi. Purtroppo siamo stati puniti alla nostra unica disattenzione. C’è anche da dire che in quell’occasione sono stati bravi loro, ma alla fine è arrivata la quarta sconfitta consecutiva. Noi però crediamo nella salvezza».

C’è formula magica per uscire da questa situazione?

«Secondo me dobbiamo pensare partita per partita. Forse in passato ci siamo messi a fare qualche tabella di troppo: un punto qua, uno là. Ora quel momento è finito. Dobbiamo andare avanti per obiettivi singoli. Ora abbiamo in testa solo ed esclusivamente la partita di Foggia».

E là non sarà una passeggiata, lo sapete, vero?

«Sì, sarà una partita dura, tosta. È uno scontro diretto fondamentale anche se dopo ci saranno altre quattro partite da giocare. È chiaro che in questa ultima parte del campionato il margine di errore è piccolissimo. Ne siamo consapevoli e questo è un vantaggio».

Avete le risorse mentali per resistere al clima da corrida dello Zaccheria?

«Andremo senza paura. Breda in questi giorni ci ha spiegato con poche parole, ma incisive, che cosa ci aspetta là».

Il fattore campo…

«Sì, ma il pubblico, che dà grande spinta al Foggia, può anche diventare anche un handicap per i rossoneri».

Perché?

«Neanche loro stanno vivendo un momento felice. La tifoseria è pronta a sostenere la squadra di Grassadonia, ma se li mettiamo in difficoltà e giochiamo senza paura, tutto può cambiare. Se facciamo un gol subito il sostegno al Foggia può diventare contestazione e tutta la pressione e il peso dell’ambiente finirebbe su di loro».

Sì, ma voi attaccanti segnate pochissimo. Perché?

«Rispetto al campionato scorso abbiamo cambiato modo di giocare. In serie C andavamo in campo sempre per vincere. Facevamo la partita come deve fare una squadre che vuole la promozione. Ora siamo in una categoria superiore e lottiamo per la salvezza. Noi attaccanti siamo i primi difensori al punto che marchiamo quasi a uomo il regista basso delle avversarie. Rientriamo molto e difendiamo perché Alino rimane alto e quando non abbiamo palla diventa il nostro uomo più vicino all’area di rigore avversaria».

 

 

 

E quindi sotto porta non siete lucidi?

«Esatto. Quando arriviamo nella zona calda ci manca un po’ la gamba».

Vero, ma pensa che possa bastare per spiegare la vostra sterilità?

«Stiamo soffrendo tutti per questa situazione anche perché il gol è il pane dell’attaccante e se non si segna, è davvero durissima. Io ho fatto un solo gol e spero proprio di potermi sbloccare e segnare reti decisive per la salvezza da qui alla fine del campionato». —

Fonte – Iltirreno.gelocal.it