Nember: «Faremo degli innesti solo se possiamo migliorare, altrimenti restiamo così»

Chi si aspettava un Foggia pronto a piazzare i primi colpi di mercato già nei primi giorni di apertura della sessione invernale (dal 3 gennaio è possibile trasferire calciatori di Serie A e Serie B) sarà rimasto certamente deluso.

 

Finora solo voci di trattative ma nessuna operazione definita, complice anche il periodo in cui quasi tutti gli addetti ai lavori sono fuori sede approfittando della lunga sosta. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, ma l’impressione è che saranno pochi i rinforzi che arriveranno a Foggia, anche perchè è difficile trovare giocatori validi disponibili a trasferirsi, soprattutto se devono farlo in una squadra che naviga nei bassifondi della classifica di Serie B.

 

E a conferma di ciò questa mattina, sull’edizione pugliese di oggi della Gazzetta dello Sport, il diesse Luca Nember, appena rientrato a Foggia, ha dichiarato che saranno pochi i movimenti in entrata, sempre che siano calciatori in grado di migliorare il livello tecnico della squadra.
Nember ha così spiegato le intenzioni del Foggia sul mercato: «Non prenderemo tanto per fare numero. Gli innesti dovranno alzare il livello d’esperienza del gruppo, colpi inutili solo per fare rumore non servono. La rosa ha qualità, faremo degli innesti solo se siamo convinti di migliorare, altrimenti restiamo così. Il mercato è lungo, terminerà il 31 gennaio – prosegue -.Non c’è l’esigenza come l’anno scorso di cambiarne molti, faremo operazioni con gente pronta per essere inserita nell’immediato. Le ipotesi ci sono, le stiamo valutando con il tecnico e poi le sottoporremo alla proprietà».

 

Nel frattempo pare che ci sia un accordo di massima con il portiere Simone Scuffet dell’Udinese che dovrà però essere definito nei prossimi giorni. Urge anche l’acquisto di un difensore centrale ed un centrocampista possibilmente prima della trasferta di Carpi, gara fondamentale per la salvezza che il Foggia dovrà affrontare senza l’apporto di Kragl, appiedato per un turno dal giudice sportivo.

Fabio Bertazzoli