Foggia,ecco la decisione definitiva sulla mutualita’.

Il dibattimento
Il Foggia Calcio Srl, nell’atto introduttivo del procedimento, formulava istanza cautelare ai
sensi e per gli effetti dell’art. 43 bis, comma 4 bis CGS, chiedendo la sospensione della
sanzione stante la sussistenza del fumus boni iuris di cui ai motivi dell’atto, nonché per
l’evidente ed intrinseco periculum in mora, connesso alla revoca immediata della mutualità per
un importo pari a circa euro 3.500.000,00.

Con istanza depositata a mezzo PEC il 20 giugno, il Foggia Calcio Srl richiedeva a questo
Tribunale Federale di anticipare l’udienza per la discussione della domanda cautelare fissata
al 6 luglio 2018, in virtù degli incombenti adempimenti contributivi e retributivi in scadenza il
giorno 26 giugno, al fine di preservare l’utilità del ricorso nelle more della definizione del
giudizio.
Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, in accoglimento della istanza di cui
sopra fissava l’udienza di trattazione della misura cautelare al 25 giugno 2018 e,
pronunciandosi esclusivamente sulla istanza cautelare di sospensiva, la accoglieva e, per
l’effetto, sospendeva gli atti impugnati. Rinviava al 6 luglio per la trattazione del merito del
ricorso.
All’udienza del 6 luglio 2018, le parti ripercorrono i tratti salienti delle difese svolte e
concludono riportandosi alle conclusioni rassegnate nei rispettivi scritti difensivi.
I motivi della decisione
Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Sulla eccezione preliminare di incompetenza sollevata dalla difesa della Lega B la stessa va
respinta per evidenti ragioni di economia processuale. Invero, la delibera del Consiglio con la
quale si stabilisce l’an della sanzione è inscindibilmente e logicamente collegata alla delibera
assembleare che individua il quantum da irrogare in concreto. I due atti, quindi, completandosi
a vicenda, non possono che essere impugnati congiuntamente dinanzi al medesimo organo
scongiurando il rischio di un contrasto tra giudicati con gravi ricadute sistemiche e sulla
effettività della tutela giurisdizionale.
Anche l’eccezione volta a contestare la tardività del ricorso non merita accoglimento alla luce
delle considerazioni appena svolte sulla complementarità dei due verbali. L’incompletezza
della delibera consiliare, del tutto priva di quantificazione della sanzione e, quindi, di
immediata ed autonoma attitudine lesiva nei confronti del destinatario, la rende inidonea a far
maturare decadenze, di guisa che solo sulla base delle indicazioni interpretative fornite
dall’Assemblea il 5 giugno 2018, la sanzione può considerarsi compiutamente determinata nei
suoi elementi costitutivi minimi.
Il Collegio respinge, infine, anche l’ultima eccezione preliminare volta ad affermare la
decadenza del Foggia Calcio dal diritto di impugnare la delibera dell’Assemblea per mancata
formulazione della riserva scritta prevista dall’art. 6.15 Statuto Lega B. A ben vedere, la riserva
è stata chiaramente formulata in Assemblea dal Commissario Giudiziale Dott. Giannetti, il
quale ha dichiarato a verbale “che a tutela della Società … provvederà ad adottare ogni
necessaria iniziativa”.
Per quanto concerne il merito del ricorso, si ritiene di dover valutare la condotta adempitiva
della Società alla luce del dato normativo ma anche degli eventi che hanno coinvolto e, per
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certi versi, travolto la governance in conseguenza del procedimento penale pendente dinanzi
al tribunale di Milano.
Orbene, la disamina oggettiva del susseguirsi degli eventi connessi all’adempimento da parte
del Foggia Calcio delle prescrizioni di cui all’art. 2.20 Capo III CdA, come susseguitisi e
sostanzialmente non contestati dalle parti, porta ad affermare la incolpevole impossibilità da
parte della Società di adempiere entro il termine prorogato da ultimo al 22 gennaio 2018,
dovendosi altresì riconoscere la natura ordinatoria e non perentoria del termine oggetto di
contestazione.
Per un verso, infatti, la richiesta di nomina di un Commissario giudiziale veniva formulata dalla
Procura della Repubblica di Milano in data 11 gennaio 2018, nelle more della decisione del GIP,
in data 16 gennaio 2018, su richiesta del Foggia Calcio, il Consiglio direttivo disponeva la
ulteriore proroga del termine per il deposito della fideiussione alla data del 22 gennaio 2018.
Non si può, quindi, fissare alla data del 24 gennaio con la diffusione delle notizie di stampa
relative all’arresto del patron Sannella, lo spartiacque decisivo in merito alla scusabilità o
meno del ritardato adempimento.
La documentazione in atti, è idonea a dimostrare come alla data del 22 gennaio 2018 i vertici
aziendali già fossero informati e limitati nella loro libertà di agire in forza del procedimento
penale in corso. Determinante ai fini che qui ci occupano è la revoca della fideiussione a
premio già pagato inizialmente rilasciata da Assicurazioni Generali Spa e trasmessa alla Lega
B in data 24 gennaio. La revoca da parte della Società di assicurazioni, intervenuta
inconfutabilmente in ragione del vuoto amministrativo e gestionale venutosi a produrre
all’interno del Foggia Calcio, induce ragionevolmente a ritenere che, nelle more della nomina
del Commissario Giudiziale da parte del Tribunale di Milano, nessuna compagnia assicurativa
avrebbe rilasciato la garanzia richiesta.
D’altro canto, anche gli avvenimenti connessi alla seduta consiliare del 6 febbraio,
allorquando il Presidente del Foggia Calcio richiedeva una ulteriore proroga al 31 marzo 2018
per il deposito della garanzia, in attesa della nomina del commissario giudiziale e autorizzava
la Lega a trattenere in deposito fiduciario una parte delle risorse spettanti alla Società per un
importo pari allo sforamento contestato (autorizzazione formalizzata anche con lettera della
Società trasmessa in pari data alla Lega), dimostrano come il ritardo nell’adempimento, lungi
dall’essere il frutto di colpevole inerzia, è stato inevitabile anche attraverso lo sforzo diligente
richiesto dalla normativa nel caso concreto. Traducendosi, pertanto, in un ritardo non
imputabile al debitore sul piano della colpa e della diligenza adempitiva.
Sotto altro e diverso profilo, in merito alle contestazioni circa la validità o meno
dell’adempimento effettuato dopo il 22 gennaio 2018 (in data 24 gennaio 2018 con la
fideiussione poi revocata da Generali e in data 18 maggio 2018 con la polizza fideiussoria a
prima richiesta inviata via PEC alla Lega), si tratta di termine oggetto di ben tre proroghe
concesse a più riprese da parte di due organismi differenti (il Consiglio e l’Assemblea), di
guisa che nel caso di specie si deve optare, in assenza di specifica e contraria espressa
disposizione normativa, per la natura meramente ordinatoria dello stesso. Sebbene la proroga
non rappresenti un comportamento incompatibile con l’intenzione di avvalersi del termine,
essa costituisce comunque un importante elemento presuntivo rivelatore della natura
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meramente ordinatoria del termine (o comunque della intervenuta modifica di quest’ultimo in
tal senso), tale cioè da escludere che l’adempimento tardivo sia considerato privo di
interesse per il creditore (Cass. civ. Sez. I, 21/05/2018, n. 12473).
Le proroghe reiterate dimostrano, per un verso, l’interesse della Lega B ad ottenere un
adempimento, seppur tardivo, da parte del Foggia Calcio e degli altri club interessati; per altro
verso, la consapevolezza da parte della stessa Lega che il debitore stava ponendo in essere
tutte le azioni necessarie ad adempiere quanto prima.
Depone nel senso nella natura ordinatoria del termine, infine, come già prima accennato, la
mancata previsione normativa della perentorietà attraverso la determinazione tassativa di
decadenze e preclusioni maturande allo scadere dello stesso.
Nella valutazione complessiva della vicenda, in particolare sotto il profilo soggettivo della
colpevolezza si deve tenere in conto e valorizzare la condotta complessivamente tenuta dal
Foggia Calcio durante l’intero periodo in termini di tenuta contabile e finanziaria della Società
che non ha mai smesso di onorare gli impegni economici presi nei confronti dei tesserati
nonché gli oneri contributivi e previdenziali. Tutti i bilanci di esercizio sono stati certificati
dalla RIA Grant Thorton spa la quale non ha mai espresso riserve o richiami di informativa. Le
ispezioni effettuate dalla Co.Vi.Soc. hanno sempre avuto esito positivo e lo stesso
Commissario Giudiziale, dott. Giannetti, ha dovuto constatare come la Società sia stata
amministrata in maniera corretta, con pagamenti in regola di stipendi, imposte e contributi. A
riprova di ciò giunge infine l’iscrizione al Campionato di Serie B, stagione sportiva 2018/2019,
effettuata regolarmente e senza riserve da parte della Lega.
Il Tribunale Federale – Sezione Disciplinare ritiene, quindi, assorbiti tutti gli ulteriori profili
oggetto di contestazione e, nell’affermare l’illegittimità dell’esclusione del Foggia Calcio Srl
dalla ripartizione della mutualità relativa alla stagione sportiva 2017/2018, annulla i verbali
impugnati e ogni altro atto comunque connesso e coordinato, anteriore e conseguente, salvi
gli ulteriori provvedimenti dei competenti organi della L.N.P. Serie B.
Il dispositivo
Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, in accoglimento del ricorso ex artt. 6.15
dello Statuto della L.N.P. Serie B e 43 bis CGS, proposto dal Foggia Calcio Srl contro la Lega
Nazionale Professionisti Serie B, dispone l’annullamento del verbale del Consiglio Direttivo del
07.03.2018, nella parte in cui è stata disposta l’esclusione del Foggia Calcio Srl dalla
ripartizione della mutualità relativa alla stagione sportiva 2017/2018, nonché del verbale
dell’Assemblea ordinaria della Lega del 5.6.2018, nella parte in cui ha deliberato di interpretare
la previsione contenuta all’art. 2.21, Capo III, del Codice di Autoregolamentazione della LNPB
nel senso di intenderla riferita alla mutualità totale spettante al Foggia Calcio Srl in relazione
alla stagione sportiva 2017/2018 e di ogni altro atto comunque connesso e coordinato,
anteriore e conseguente ai citati verbali, salvi gli ulteriori provvedimenti dei competenti organi
della L.N.P. Serie B.
Nulla per la tassa.
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2018/2019

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