Bandecchi ( Ternana): “La sentenza del Foggia e’ la putt…a dell’estate”.

Ci va giù duro Stefano Bandecchi. Il patron della Ternana, in un intervista riportata da TerniToday e da Calcioternano.it, attacca la sentenza che ha visto il Foggia Calcio passare da -15 a -8 nel secondo grado di giudizio presso la Corte Federale d’Appello. Questo uno stralcio delle vibranti dichiarazioni del numero uno delle fere.

La sua analisi parte dall’articolo di Franco Ordine pubblicato sull’edizione odierna del Corriere dello Sport in cui si parla di un calcio “povero” che vince: “Dietro la squadra del Foggia non mi sembra ci sia soltanto i tifosi ma anche un’impresa molto forte con grande liquidità, non solo in bianco ma anche in nero. Queste cose fanno torto a tutte le squadre del sud che pagano regolarmente gli stipendi in modo giusto. Faccio esempio. Giocatore che prende 100mila in un anno, ad una società costa almeno 225mila euro. una società disonesta che paga in nera ha la possibilità di pagare i giocatori qualcosa in più risparmiando un sacco di soldi. Cosa vogliamo dire di quei giocatori che prendono questi soldi in nero in silenzio? Vogliamo dire che tutti stanno evadendo le tasse, andando contro un progetto di regolarità nazionale?

Vogliamo dire che con questa sentenza si stanno incentivando le società oneste a diventare a diventare disoneste? Vale la regola “meglio avere un brutto processo che un bel funerale”. Alla fine emerge che bisogna rubare per fare bene nel calcio. Alla fine al Foggia sono stati dati 8 punti di penalizzazione perché pagava i propri giocatori in nero. Questa sentenza è la puttanata dell’estate. Non faccio il magistrato ed il giudice. Sono contento per il Foggia ed i foggiani che sono ovviamente incolpevoli spettatori, ma sono triste per me e tutte le persone oneste e tranquille che sono confuse perché non capiscono in che mondo siano finiti. Si parlava di un nuovo corso del calcio italiano all’insegna dell’onestà e della trasparenza, peccato che oltre la trasparenza ci sia il nulla. Continuo a ribadire che siamo di fronte a un calcio nel quale vediamo fallire le società, 5 6 7 quante solo quest ‘anno. Altre neanche riescono ad iscriversi. Questo è un calcio che obbliga gli imprenditori che fanno calcio, a dover mettere del denaro senza nessuna aspettativa che questi soldi possano tornare indietro. Quindi l’impresa calcio, che fa girare miliardi di euro in Italia, è un’impresa a rimessa, che annaspa e deve tenersi a galla.

Queste sentenze fanno parte di un calcio malato all’origine, un calcio che può fare solo “magheggi” per sopravvivere con soldi che non sono né puliti né onesti. Sembra che, se si comincia a punire in maniera troppo forte l’illecito, si rischia di far finire il calcio in Italia. Io mi sono rotto i coglioni di investire nel calcio. Lo faccio solo per i ternani. Ho fatto un guaio perché siamo scesi in serie C. Ora devo rimettere a posto le cose e voglio mantenere le mie promesse. Il mondo del calcio mi fa schifo e vivere in mezzo ad alcuni peracottari è fastidioso, lo dico anche a nome di chi investe onestamente nel calcio e subisce questa situazione”.

Fonte:Ternitoday.it