Serie B: potrebbero non bastare 50 punti per evitare la C

Classifica corta,tante gare rinviate, un equilibrio che consente sorprese praticamente ogni weekend. Chi ci capisce qualcosa di questa Serie B è bravo. Forse un po’ di chiarezza nella lotta salvezza può farla questa giornata: il derby tra Salernitana e Avellino potrebbe sganciare una delle due dal trenino delle pericolanti; Novara-Brescia è invece quasi uno spareggio tra due formazioni che se la passano maluccio, anche se al termine mancano ancora 13 turni, più i vari recuperi. Di sicuro c’è che almeno 10 squadre devono stare all’erta, dal Pescara alla Ternana, seguendo il puro ordine della classifica. E la quota per salvarsi sembra destinata ad alzarsi addirittura sopra i 50 punti. Più dello scorso anno, quando Ascoli, Ternana e Pro Vercelli chiusero a 49 e festeggiarono la permanenza in B. Tre squadre che anche nel 2018 dovranno penare sino all’ultimo.

PSICOLOGIA – Campionato strano, l’abbiamo detto. Per decifrarlo ci affidiamo a Claudio Foscarini, uno che la B l’ha «masticata» per 9 stagioni da allenatore. «È un torneo complicato, da far venire il mal di testa – spiega il tecnico veneto –. Ogni settimana ti fai un’idea e poi sei costretto a cambiarla sette giorni dopo, perché tutti fanno punti con tutti, dalla prima all’ultima. Però una cosa lasciatemela dire: sto vedendo degli errori difensivi pazzeschi. Per come la vedo io, i vari Calaiò, Caracciolo e Cacia possono andare avanti altri 10 anni così…». Questione soprattutto di concentrazione, la stessa che può fare la differenza nella volata salvezza. «In questo momento per molti allenatori è ancora facile dare motivazioni – spiega Foscarini –. La zona playoff è così vicina alla zona playout che si può caricare il gruppo puntando su di un obiettivo stimolante. Per dire: Brescia, Avellino o Salernitana con 3-4 vittorie di fila rientrano nella corsa per un posto tra le prime 8. Il rovescio della medaglia è che, al contrario, se sbagli un paio di partite titrovi nei guai e a livello psicologico è difficile riprendersi».

ESPERIENZA – A molto potrebbe servire l’esperienza. In fondo alla classifica ci sono volponi della panchina come De Canio (Ternana), Cosmi (Ascoli), Di Carlo (Novara) o Castori (Cesena). «Allenatori che la sanno lunga – concorda Foscarini –. Dovranno però metterci molto del loro, anche perché sono quasi tutti in piazze dove difficilmente si accetta di lottare per la salvezza. Città che fino a non molto tempo fa conoscevano la Serie A e ora rischiano la
C. Lavorarci è dura, se tutto l’ambiente, dalla società ai tifosi, non si calano in fretta nella realtà».

 

PRONOSTICO Tante squadre coinvolte, ma Foscarini ne vede una superiore alle altre. «Se devo dire chi si salverà al cento per cento, punto sulla Salernitana. Per tutte le altre sarà una lunga sofferenza, che si concluderà bene o male. Non credo che la classifica si allunghi da qui a fine campionato». Ecco perché conterà anche il singolo punticino. E persino il Pescara non può stare tranquillo. Anche perché dietro corrono: la Ternana è finalmente tornata a vincere, la Pro Vercelli a convincere. Staremo a vedere.


Fonte: Gazzetta dello sport

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