Insigne: A Foggia ho segnato 18 gol e quando l’anno dopo Zeman è andato ad allenare il Pescara…

FOGGIA-LANCIANO 5-2- INSIGNE ESULTA DOPO L'ENNESIMO GOL.FOTO FRANCO CAUTILLO

Insigne racconta il suo anno a Foggia con Zeman

L’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne ripercorre i suoi ricordi con la maglia rossonera. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni riportate da TuttoNapoli.net: “Dopo il mio debutto nel 2010 ho giocato due anni in prestito, in C al Foggia e poi in B al Pescara.
Al Foggia il mio allenatore era un vero personaggio: Zdeněk Zeman. Sapevo che era un tecnico che chiedeva tanto ai suoi giocatori in allenamento, che faceva lavorare in modo intenso ma era anche uno molto abile a lavorare con i giovani e aveva lanciato tanti campioni.

L’impatto con lui è stato veramente buffo perché sembrava un tipo uscito da un vecchio film: tutte le mattine faceva venire ogni giocatore nel suo ufficio e faceva pesare tutti su una vecchia bilancia di metallo. Però là dentro Zeman fumava come una ciminiera. Aprivi la porta e c’era solo fumo bianco, si riusciva a malapena a respirare. Sembrava di stare a Milano in quella stanza. Quindi un giorno sono entrato e gli ho detto: “Mister, magari potresti smettere di fumare quando entriamo?”.
Lui ci ha pensato un attimo. Poi ha dato un’altra tirata e ha detto: “…allora puoi anche uscire”.
Gli voglio molto bene e lo ringrazierò sempre: è lui ad avermi lanciato nel grande calcio. Avevamo un ottimo rapporto. Lui credeva davvero in me e probabilmente ci voleva un personaggio come lui per farmi crescere. Ho segnato 18 gol in quella stagione e quando l’anno dopo Zeman è andato ad allenare il Pescara il Napoli mi ha permesso di seguirlo, come avevo richiesto alla società non appena il tecnico mi ha detto che avrebbe allenato in B. Quello è stato un momento davvero molto importante. Ed è stato un anno fondamentale per la mia vita, perché ho conosciuto mia moglie Jenny“.

 

LO SCUDETTO. “Indosso da sei anni questa maglia e provo ancora la stessa emozione quando segno un gol. Significa tanto per me, sono fiero di rappresentare la nostra città. Sento persone parlarne male e dire cattiverie discriminatorie: per me è frustrante. Napoli è la città più bella del mondo: abbiamo il sole, il mare e si mangia bene. Se non credete a me, chiedetelo ai miei compagni. Magari alcuni arrivano con un po’ di timore, ma poi si innamorano e preferiscono restare qui. Il nostro capitano, Marek Hamsik, è slovacco e vive qui da 11 anni. Il mio unico obiettivo è vincere lo scudetto con il Napoli: sarebbe il primo della mia vita. Questa città ha bisogno di  vincere. Ho fatto tanti sacrifici per realizzare questo sogno”.

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