Bari calcio, ombre sulla promozione in A del 1997. Due testimoni in tv. “Risultato e marcatori erano gia’ stati decisi”.

Bari calcio, ombre sulla promozione in A del 1997. Due testimoni in tv: “Il risultato fu truccato”
A La7 Massimo Giletti intervista un ex calciatore avversario che racconta: “Il 3-1 fu deciso a tavolino”. L’ex presidente degli abruzzesi è Gabriele Gravina, numero uno della Lega Pro
di GIANVITO RUTIGLIANO

Un’ombra su una dei momenti sportivi più esaltanti per il Bari calcio? È quanto emerge dalla puntata di domenica 18 febbraio di Non è l’arena, condotta da Massimo Giletti su La7. Al centro delle discussioni in studio c’è la partita Bari-Castel di Sangro del 15 gennaio 1997, ultima giornata di campionato, che consegnò ai pugliesi la promozione in serie A.
Partendo dalle rivelazioni contenute nel libro del 2001 ‘Il miracolo di Castel di Sangro’ scritto dall’americano Joe McGinnis, la tesi portata avanti è quella per cui la gara sia terminata per 3-1 grazie a un accordo tra le squadre. I biancorossi avevano bisogno dei 3 punti per arrivare quarti e salire nella massima categoria dopo un testa a testa con il Genoa, mentre gli abruzzesi erano già salvi.
Se il contenuto del libro era già noto, a confermarlo arrivano ora due testimonianze.

Due sono gli ex giocatori, allora agli ordini di mister Jaconi, che hanno esposto in tv la loro versione dei fatti su quella settimana. Il primo, in forma anonima, dichiara: “Nello spogliatoio si capisce come doveva finire la partita. Non abbiamo nemmeno fatto fuori il riscaldamento, ma in palestra. Il Bari per andare in Serie A doveva solo vincere contro di noi. Era giusto che andasse cosi, a meno che qualcuno non veniva da noi con qualcosa…ma non accadde. Eravamo arrivati in Puglia venerdì, abbiamo passato il tempo in piscina e siamo usciti il sabato sera. Relax completo. Quindi domenica abbiamo giocato la partita. Doveva finire inizialmente 2-1, poi alcuni giocatori (non si specifica quali, ndr) dovevano fare gol. Alla fine ricevemmo il premio salvezza più il premio-Bari. Festeggiammo più noi che loro (ride, ndr)”.

Il secondo, invece, non è ripreso da una telecamera nascosta e svela la sua identità. Si tratta di Luca Albieri, all’epoca dei fatti 22enne: “Fu una settimana un po’ anomala. Il Bari, cosi come altre realtà di quel torneo, si stava giocando la promozione in Serie A. Dovevamo essere un po’ permissivi. Perdere in quel modo fece male ad un gruppo che conquistò quella storica permanenza in B con fatica e sudore. McGinnis? La prese malissimo (aveva seguito la squadra abruzzese ovunque e per tutto il campionato, ndr)”

Fonte:http://bari.repubblica.it

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