Classifica monte ingaggi: Foggia 10° in B con 7,5 milioni di euro

 

 

Palermo fuori categoria per monte ingaggi, Cremonese e Venezia neopromosse abbienti.

Per la prima volta dal ritorno in serie B nel 2012, lo Spezia Calcio esce dalla top ten dei monte ingaggi. Anzi, la sforbiciata estiva ai contratti più onerosi e la rinegoziazione degli altri porta il conto della spesa per gli stipendi dei calciatori aquilotti tra i meno esosi di tutta la categoria. Sfondata al ribasso la soglia dei 5 milioni di euro al netto dei bonus e degli eventuali premi quando il conto totale superava i 7 milioni a giugno. Il tutto per portarsi a casa il miglior girone d’andata in fatto di punti nelle ultime sei stagioni. Non male.
Per la precisione Via Melara garantisce 4,923 milioni di euro di stipendi fissi ai calciatori, una cifra che ne fa la quindicesima forza del campionato su ventidue società. A questi si aggiungerebbero 735mila euro di premi e bonus vari nella migliore delle ipotesi, per un totale di 5,658 milioni di euro pari al diciassettesimo monte ingaggi della serie B. Con bonus si intendono quelle clausole spesso inserite nei contratti che portano premi in denaro al raggiungimento di determinati obiettivi. Premi che vanno al singolo atleta, magari per un certo numero di gol segnati o un certo numero di presenze raggiunto.

Al ritorno in campo il 20 gennaio prossimo lo Spezia avrà di fronte la squadra che investe di più, ovvero il Palermo. I siciliani pagano emolumenti fissi per oltre 13 milioni di euro, una cifra da parte destra della classifica in serie A, e sono gli unici a lavorare su quattro zeri. Il Pescara segue con 9,910 milioni di euro di stipendi fissi, poi Empoli (8,701), Parma(7,820) e Frosinone (7,698). Non è ozioso sottolineare come di queste solo gli emiliani non usufruiscano del paracadute per le retrocesse ma di un azionista forte che ha recentemente immesso 8 milioni di euro nel club per ripianare i debiti di gestione.
Il Bari, che di base garantisce 6,299 milioni di euro di ingaggi, attua una politica dei premi molto decisa ed è pronta a sborsare altri 3 milioni e rotti a seconda dei risultati. A Cremonese e Venezia viene attribuita l’etichetta di sorprese del girone d’andata in quanto neopromosse, ma i conti dicono che i due club ottengono risultati per quanto speso. Sotto al Torrazzo il monte ingaggi fisso è il settimo con ben 6,935 milioni di euro mentre in Laguna si pagano 6,656 milioni di euro; entrambe le società sfonderebbero abbondantemente gli 8 milioni se dovessero a fine stagione pagare i premi al cento per cento.

 

ll capolavoro è semmai quello del Cittadella che campa con una cifra sotto i 2,5 milioni di euro di base e supera di poco i 3 milioni con i bonus, ma viaggia alla fine del girone d’andata al settimo posto in classifica in piena zona play-off. Tre punti in più del Venezia, a pari con la Cremonese e solo uno meno del Parma, ma spendendo quasi un terzo di ognuna di queste. Dopo i veneti c’è proprio lo Spezia tra le sorprese in positivo, grazie all’ottavo posto parziale conquistato da Gallo e dai suoi ragazzi.

 

 

Basti pensare che le altre squadre sotto i cinque milioni di euro di emolumenti fissi, Cittadella escluso, viaggiano tutte in zona rischiosa in classifica. Sono la Virtus Entella (16esima), il Brescia (17esimo), l’Ascoli (21esimo), il Perugia (14esimo), la Pro Vercelli (22esima) e la Ternana (20esima).
Un dato questo che conferma come alla riduzione della spesa aumenta il rischio di perdere la categoria. Qualcosa non banale da ribadire in questi anni in cui i vari miracoli sportivi targati Carpi, Crotone e Spal hanno guadagnato medaglie sul campo per la gestione oculata delle proprie risorse. La verità rimane ancora quella che il rapporto tra miracoli sportivi e retrocessioni è ovviamente sbilanciato sulle seconde. Con il mercato appena iniziato, questi dati potrebbero cambiare. Non in casa Spezia dove a fine mese il monte ingaggi non dovrebbe essere variato in maniera sostanziale né in un senso né nell’altro.

Fonte: cittadellaspezia.it