Daspo a tifosi del Cesena e del Verona

Era una partita da massima allerta e sia prima, durante e dopo il match non mancarono tensioni, provocazioni e necessità di cariche da parte della Polizia. Solo grazie alla professionalità dell’apparato organizzativo della sicurezza gli scontri e le provocazioni non degenerarono, ed ora per quegli episodi – che si verificarono lo scorso 18 maggio all’Orogel Stadium “Manuzzi” di Cesena in occasione di Cesena-Hellas Verona – arrivano i provvedimenti dell’autorità: in totale sono 22 i Daspo notificati dal Commissariato di Cesena ad altrettanti tifosi, 11 del Cesena e 11 veronesi.
I provvedimenti emessi di divieto di accesso alle manifestazione sportive prevedono in 17 casi anche ulteriori prescrizioni, quali l’obbligo di presentarsi in una caserma di forza di polizia per firmare, durante la partita che riguarda la propria squadra del cuore (15 già convalidati dal giudice). La durata dei Daspo va dai due ai cinque anni, in quanto per 4 casi si tratta di soggetti recidivi, con altri Daspo nella loro “carriera” di ultrà. Per diverse di queste persone è scattata anche la denuncia penale per quanto riguarda la legge speciale sui reati in manifestazioni sportive.

L’invasione di campo dei cesenati
Tutto si verificò la sera di giovedì 18 maggio, quella che consacrò il passaggio in serie A degli scaligeri. La partita finì 0-0. Gli episodi che sono finitii maggiormente sotto attenzione furono due. Quello indubbiamente più visibile fu un’invasione di campo di supporter del Cesena che, dopo il termine della partita, scavalcarono il muretto divisorio tra curva e campo (in quanto la barriera è stata abbattuta) e col volto travisato arrivarono fin sotto la curva ospite con ben 4.500 tifosi del Verona, festanti per il successo di una stagione. L’azione di una dozzina di sostenitori del Cesena fu “placcata” da alcuni agenti della Digos e si smorzò in pochi minuti. Il tutto ripreso da telecamere e macchine fotografiche, sulle cui immagini la Questura di Forlì e il Commissariato di Cesena hanno lavorato a lungo.
Non meno gravi furono le fasi precedenti della partita. Nel parcheggio del Montefiore, riservato agli ospiti, ci furono tensioni e scontri con la Polizia quando un gruppetto di tifosi tentò di sfondare il cordone di agenti per prendere il sottopassaggio stradale sotto la Secante e quindi portarsi in un’area in cui confluivano i tifosi di casa. In quel caso si furono lanci di bottiglie e cariche della Polizia. Anche per quest’episodio sono giunti dunque i Daspo.

I provvedimenti sono stati presentati venerdì dal Questore di Forlì-Cesena Loretta Bignardi. Con lei la neo dirigente dell’Anticrimine Marika Lomastro e il dirigente del Commissariato Giorgio Di Munno. Alla partita con il Verona, spiega il questore, allo stadio Manuzzi si sono verificate “situazioni abbastanza gravi per l’ordine e la sicurezza pubblica”. E infatti sono stati spiccati “tanti daspo”. Il messaggio che intende lanciare la Questura, prosegue Bignardi, e’ che “le condotte illegali vengono perseguite”, se non nell’immediato, a seguire. Con questo, ci tiene a specificare Bignardi, “ non si intende colpevolizzare intere tifoserie, ma andare a colpire i comportamenti illeciti di singoli individui”.

D’altra parte, è il giudizio dei referenti dell’ordine pubblico in provincia, la tifoseria cesenate nel suo complesso non viene considerata di particolare criticità, così anche come lo stadio Manuzzi che viene valutato positivamente sul profilo della prevenzione delle violenze negli stadi. Per le partite più a rischio del Cesena vengono normalmente mobilitati 200 poliziotti, di cui una cinquantina che arrivano dai presidi locali della Polizia di Stato e altri 150 che si aggiungono come reparti specializzati sull’ordine pubblico che giungono da Bologna o oltre parti d’Italia.

fonte:cesenatoday.it